Termovalorizzatori in europa

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"Termovalorizzatori in europa"

Termovalorizzatori in europa


Nell'articolo un quadro dei termovalorizzatori attualmente funzionati in Europa, loro distribuzione, le problematiche connesse, le prospettive future, le possibili soluzioni nell'ambito delle direttive comunitarie. Innanzi tutto stabiliamo che cosa è un termovalorizzatore. Un termovalorizzatore altri non è che un impianto che incenerisce i rifiuti e che utilizza una parte del calore prodotto per generare vapore. Vapore che può usarsi per produrre energia elettrica (con rendimento modesto) e/o come fluido termovettore in impianti di teleriscaldamento. Chiariamo subito che il termine termovalorizzatore non è universalmente accettato ma anzi è in contraddizione con i principi sanciti dalla stessa Comunità Europea in materia di corretta gestione del trattamento rifiuti. Normativa che ne prevede in prima istanza il riutilizzo ed il riuso ed in seconda il riciclo. Nella stessa normativa europea (e in quella italiana) la parola termovalorizzatore non viene utilizzata ed è sostituita dal vocabolo inceneritore. Tutto ciò a sottolineare che si tratta di semplice impianto di smaltimento, solo un gradino al di sopra delle vituperate discariche, anche se con un parziale recupero di energia. Allo stato attuale (dati riferiti all'anno 2004) in Europa sono in funzione più di 360 impianti. Alcuni di questi sono inseriti ben all'interno di grandi metropoli come accade per Parigi, Vienna, Copenaghen o Londra. La percentuale europea dei rifiuti conferita ai termovalorizzatori supera il 30% della produzione totale con picchi come la Svizzera dove arriva al 100%. Ma nei paesi che prima degli altri hanno introdotto tali apparati, come Austria, Germania, Olanda e che possiedono impianti modernissimi e tra i più grandi d'Europa, i rifiuti inceneriti tendono progressivamente a diminuire (in Austria si è giunti ad una percentuale del 10%) perché parallelamente alla politica dell'incenerimento si è dato grande impulso alla filiera del recupero e del riciclaggio coinvolgendo produttori di beni di consumo e cittadini. In queste condizioni sono nati seri problemi di gestione per molti impianti che,  per questione di efficienza energetica e quindi di mera economia, erano stati dimensionati in grandi taglie. Col diminuire dei rifiuti da trattare i gestori di questi apparati sono stati fatalmente costretti ad importare rifiuti da fuori regione affinché il processo continuasse ad essere economicamente sostenibile. Con tutti i gravi problemi connessi al loro trasporto. Le attuali tendenze sono, perciò, rivolte ad impianti di dimensioni ridotte che non inceneriscono direttamente i rifiuti ma ne provocano la dissociazione molecolare con produzione di gas di sintesi. Detti impianti avendo un rendimento energetico più elevato sono molto versatili e consentono di poter essere dimensionati sulle esigenze di piccole comunità. I moderni impianti di incenerimento, se adeguatamente progettati e correttamente gestiti, hanno ormai un livello tecnologico tale da ridurre al minimo il livello di inquinanti prodotti (talvolta al di sotto della strumentazione standard di monitoraggio). L'unico punto realmente controverso rimane quello delle nanopolveri. Con le elevate temperature di incenerimento(intorno ai 1000 °C) si produce una gran quantità di particolato. Gli attuali sistemi di filtraggio consentono di abbattere polveri fino ad un diametro di 2,5 nano metri, quelle con diametro inferiore fuoriescono trasportate dai fumi di scarico. Dati epidemiologici certi e trasparenti sul loro effetto a livello dei polmoni dei cittadini delle comunità di sottovento non esistono o se esistono non sono disponibili a tutti. In queste condizioni riesce sempre difficile localizzare nuovi impianti specialmente se di grosse dimensioni senza  concertazione con le comunità locali. Più facilmente sono accettati  impianti di dimensioni contenute tarati sulle esigenze locali. Questi hanno anche il vantaggio di responsabilizzare i cittadini nelle operazioni di riuso e riciclaggio dei rifiuti. Approfondimenti su: Termovalorizzatori in europa in energia Ambiente.

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